Tricotillomania

Tricotillomania e tabagismo
– Assonanze e strategie d’intervento –

Da qualche anno sperimentiamo su PsicologiaSalute.it gli effetti della consulenza online, che in molti casi si è trasformata in un rapporto interpersonale virtuale e in un percorso terapeutico a volte risolutivo. Navigare alla ricerca di se stessi incuriosisce, coinvolge i cybernauti e spesso dà un notevole contributo alla soluzione dei problemi psicologici, quali l’ansia, la tensione e lo stress, le paure e le fobie, la timidezza, le ossessioni. Emerge lo spaccato di una società dolente che ha bisogno e si rivolge, anche alla rete, per un aiuto. 

Un uomo sempre più fragile e insicuro si è affacciato al terzo millennio, un uomo che ha persino paura dei propri pensieri, di cui spesso non ha il controllo. Pensieri e azioni sia contro se stesso che contro gli altri (homo homini lupus?). Le ossessioni, impulsi che la volontà spesso non riesce a d eliminare, sono i casi più difficili in psichiatria e in psicoterapia.

Si possono modificare con una consulenza online i comportamenti ossessivi? La nostra sperimentazione dimostra che è possibile affrontare anche un problema così complesso come la tricotillomania: (compulsione e coazione a ripetere, gesti e pensieri, simili a quelli del fumatore, una correlazione scientificamente validata). 

Definizione di Tricotillomania: l’abitudine di strapparsi continuamente e insistentemente i peli, in particolare i capelli. Presentiamo il caso, risolto in sette mosse, attraverso una corrispondenza-guidata, a cadenza settimanale. 

In fondo, come in tutte le dipendenze, derivanti dai pensieri ossessivi o da sostanze psicoattive, in un continuo circolo vizioso, la strategia vincente è quella di giocare con i pensieri e condurre il gioco, in una sfida con se stessi per riprendere in mano la gestione dei comportamenti e dei pensieri, spesso automatici e meccanicamente eseguiti (nel caso in oggetto il protagonista si rende conto solo dell’impulso e di avere in mano i capelli strappati, come succede al fumatore, che si trova con la sigaretta accesa, senza sapere come).

La prima e-mail

1) Gentile dottore,
iIo Vi scrivo, in quanto fin da quando ero piccola – circa 8 anni – soffro di un disturbo che so essere diffuso, anche se mi chiedo se agli altri che ne sono affetti succeda quello che capita a me: la tricotillomania. Mi capita – adesso però meno – di farmi delle vere e proprie chiazze soprattutto nella parte sinistra in basso, vicino al collo e arrivo ad avere degli impulsi fortissimi, irresistibili a strapparmi i capelli (non le sopracciglia, comunque). Ma perché soffro di questo problema? Per favore me lo potete spiegare? Come posso sconfiggerlo definitivamente? Si tratta di un disturbo che voi psicologi considerate grave o no?

C’entra la Serotonina? Non c’entra? Si tratta di un disturbo ereditario? Perché allora in famiglia ne soffro solo io? Sono pazza? È vero che chi soffre di questo problema ha una struttura cerebrale e psicologica “diversa” da quella degli altri? Adesso il problema è un po’ meno drammatico rispetto a prima ma ci sono momenti in cui è come se questa brutta abitudine mi creasse dei problemi nelle relazioni sociali: prima avevo addirittura vergogna ad andare dal parrucchiere perché le chiazze erano enormi e i capelli, quelli che erano rimasti s’intende, erano ormai sfiniti.

 

Io non lo so, ma vorrei finalmente trovare qualcuno che mi aiutasse ad affrontare la mia tricotillomania e ad affrontare me stessa.

Ringrazio per l’attenzione e spero in una pronta risposta. Edvige

La prima risposta dello psicologo

Cara Edvige,
aAnzitutto ogni problema va inquadrato in un contesto e per fare una diagnosi è necessario avere un profilo della personalità. La lettera, anche se lunga, non ci dà elementi per elaborare un percorso: prova a compilare il test di autovalutazione che trovi sul nostro sito, per delineare un profilo della personalità.

Azzardando una ipotesi a orientamento psicanalitico, strapparsi i capelli significa mettere in moto meccanismi di difesa punitivi, per farsi del male (come se non bastasse quello che gli altri ci procurano): naturalmente il compito e la finalità di ogni psicoterapia è quello di far diventare cosciente un comportamento istintivo e inconscio. I comportamenti si possono modificare se si rendono misurabili e osservabili, per poter utilizzare le strategie idonee. A livello psicologico c’è naturalmente una resistenza al cambiamento, come se il software mentale fosse inadeguato per le nuove esigenze.

Per controllare il comportamento, è necessario anzitutto fare una misurazione di base, monitorare quante volte la ritualità, i gesti meccanici, la coazione a ripetere accadono in un arco di tempo determinato, segnando su un diagramma tutti i dati necessari, ora, intensità, pensieri insorgenti.

Alla fine della giornata, se si prende il giorno come riferimento, si tirano le somme e si confronta con le altre giornate per verificare un aumento o una diminuzione. Già il fatto di scrivere ogni volta e visualizzare i comportamenti incontrollati, mette in atto i meccanismi di controllo necessari a prendere coscienza delle proprie potenzialità e capacità decisionali.

Va bene lo yoga, aggiungiamo il relax in mp3, che trovi sul sito, in modo da avere maggiore autocontrollo. Prova a sperimentare per una settimana e alla fine potrai mandarmi il diagramma e farmi sapere gli sviluppi

 

Percorso formativo

Prerequisiti: conoscere se stessi, profilo della personalità e tratti caratteristici, percezione, accettazione, descrizione dei comportamenti problematici, consulenza in base a una diagnosi, misurazione di base, sequenza temporale, progetto terapeutico, training di rilassamento, implementazione, autocontrollo e ritualità, strategie, fasi e tappe del percorso, monitoraggio e verifica, follow-up

La corrispondenza continua fino alla soluzione del problema

 

Gentile Edvige
Quello che scrivi mi sembra molto positivo e siamo sulla strada giusta per migliorare la situazione: “Domenica, lunedì e oggi, gli episodi con intensità “100” si sono sensibilmente diradati e sono riuscita abbastanza a controllarmi”.

 

Dottore,
Lei ed io dobbiamo assolutamente conoscerci prima o poi: è una delle poche persone che abbia dimostrato di apprezzare il confronto con gli altri, e che sia stato tanto comprensivo da accettare di ascoltarmi. La sfida con me stessa che lei mi sta insegnando sta dando i suoi primi frutti: in questi ultimi giorni niente impulso e di conseguenza… Grazie, Edvige

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Follow

Get every new post on this blog delivered to your Inbox.

Join other followers: