Tricotillomania

Dossier tricotillomania 2
– Giusy si strappava le ciglia e i capelli, ora non più. Psicoterapia strategica breve online: lo stratagemma del diagramma. La riscoperta del potere di autocontrollo: è più facile smettere di strapparsi i capelli o di fumare? –
di Emanuele Passanante

Il primo caso è stato risolto in tre mesi, quest’ultimo in tre giorni. Almeno trenta si sono arresi e non hanno dato più notizie, forse ci ricontatteranno. Dopo l’articolo pubblicato tanti lettori con lo stesso problema hanno scritto chiedendo aiuto.

Prima lettera
Gent. mo dottore
è la prima volta che mi rivolgo a Lei, ma sento l’esigenza di parlare del mio problema che mi angoscia da circa 20 anni. Mi chiamo Giusy, ho 37 anni, e una figlia di 3 anni, una vita apparentemente normale. È da quando avevo 16 anni che soffro di tricotillomania, ho cominciato con le ciglia per passare dopo qualche anno ai capelli e non ho più smesso.

Penso che la mia sia la forma più grave, sono praticamente senza capelli a parte qualche ciuffo qua e là e nonostante questo non riesco ancora a smettere e penso che non ci riuscirò mai, inutili sono stati i tentativi con la mia forza di volontà che non serve a nulla. Ho anche smesso di fumare qualche anno fa, ma non di strapparmi i capelli, nonostante questo mi abbia da sempre causato (e mi causa ancora) non pochi problemi con il resto del mondo.

La mia è una sofferenza quotidiana, una lotta continua per nascondere agli altri il mio problema, che purtroppo è molto evidente e riesco a malapena a camuffarmi ogni mattina. So benissimo da quello che ho letto che dopo tutto questo tempo non ho molte speranza di guarigione e comunque i miei capelli ormai non ricresceranno più, ma quello che mi spinge a scrivervi oggi è l’angoscia che mi è venuta pensando a mia figlia al suo futuro che da quanto ho letto potrebbe essere come il mio.

Ne ho il terrore. È vero che è ereditario? Anche se io non l’ho presa da nessuno questa malattia, a casa mi hanno sempre fatto vivere la cosa come se fossi un mostro, la mia adolescenza è stata un inferno. Il problema più grosso è sempre stato andare d’accordo con mia madre, e adesso non vorrei comportarmi con mia figlia allo stesso modo, come posso fare perché la bambina cresca serena nonostante una madre malata come me, e cosa posso fare per evitarle questa malattia?

Devo evitare di farmi vedere, sia mentre lo faccio che mentre mi danno per nascondere il mio problema ogni mattina; sono disperata da quando ho saputo che lei potrebbe essere come me e in ogni momento la osservo per vedere se si tocca i capelli. Non posso vivere così per tutti questi anni nell’attesa che anche lei manifesti questa cosa che mi hanno detto può succedere dai 2 anni in su, fino ai 21.

Sareste davvero molto gentili se mi rispondete e mi date un aiuto, resto a disposizione per altri chiarimenti e vi ringrazio in anticipo.

Risposta
Cara Giusy,
segui il percorso di Edvige, guarita in tre mesi, sicuramente avrai letto sul nostro sito i casi di tricotillomania trattati, alla voce lettere dell’home page www.psicologiasalute.it\html\lettere.html
Anzitutto sgombriamo il campo dalle paure inutili: le ossessioni non sono ereditarie, né contagiose quindi puoi stare tranquilla per la piccola. Leggi anche “Rituali e controrituali” www.psicologiasalute.it\html\articoli.html e la recensione “Oltre i limiti della paura” di Giorgio Nardone. Comincia a fare una misurazione di base, puntando sull’autocontrollo: la mano che parte all’attacco può essere deviata, bloccata e il gesto aggressivo trasformato in una carezza. Questo in sintesi, ma il percorso richiede una sfida e una grande fiducia in se stessi. Provaci e fammi sapere, cordialmente.

Seconda lettera
Gentile Dottore,
la ringrazio per avermi risposto ieri, mi sono subito messa di buona volontà a cercare di seguire il percorso indicato ma purtroppo ho delle difficoltà a capire come fare questo diagramma, per intensità cosa si intende che valori devo prendere. E poi vorrei sapere se avete un esempio di diagramma già impostato da mandarmi. È da ieri che provo a scrivere su un foglio i momenti in cui lo faccio tralasciando però i numerosi momenti in cui mi sfioro soltanto o mi accarezzo i capelli cercando di controllarmi, oppure devo scrivere anche quelli, spero di no perché non mi basterebbe un enciclopedia e questo lavoro mi stresserebbe di più. Comunque ho già notato che da quando le ho scritto e mi ha risposto ho come preso coscienza del mio problema e per tutto ieri e oggi sono riuscita a controllarmi, ma ho paura di cedere da un momento all’altro. Mi farebbe la cortesia di rispondermi così la settimana prossima posso compilare questo diagramma e mandarglielo? Grazie, Giusy

Risposta
Cara Giusy,
sei stata brava, la misurazione di base serve proprio per mettere sotto controllo i comportamenti istintivi e farti capire che ti puoi sentire più forte per continuare a condurre il gioco, come hai fatto in questi due giorni, sei tu che lasci fare alla mano o la impegni in altre cose. Per il diagramma basta un foglietto e una matita per segnare tutte le volte che succede il fattaccio. Ma stai tranquilla che se ti preoccupi di scrivere diventi più cosciente e vigile e quindi puoi orientare la mano. Una strategia o uno stratagemma che ti distoglie dall’automatismo.
Un esempio ti può aiutare meglio: una bambina di sei anni non voleva più andare a scuola perché le sue maestre urlavano sempre. In una sola seduta si è convinta ad andare, imparando a segnare su un foglio tutte le volte che le maestre urlavano per vedere chi urlava di più e se il giorno dopo succedeva di più o di meno per ognuna. Andare a scuola era diventato un divertimento, perché la bimba si sentiva protagonista di un gioco e controllava le maestre, è chiaro? Comunque, fammi sapere gli sviluppi, hai cominciato bene. Prova anche a rilassarti. Cordialmente

Terza lettera
Gentile dottore,
Le scrivo per comunicarle il resoconto di questa settimana. Devo dire subito che sono rimasta stupita di me stessa, di come sono riuscita in questi giorni a controllarmi, non ho quasi avuto episodi e il mio impulso a farlo è stato quasi assente rispetto a prima. Comunque le mando in allegato il diagramma così se ne può fare un’idea, non ho quasi avuto il bisogno di scrivere in alcuni giorni come sabato e domenica, niente impulso, e così è migliorato molto anche il mio umore sempre così ballerino, mi è tornata anche la voglia di fare e soprattutto ho voglia di parlare del mio problema con le persone a me più care, a differenza di prima che mi guardavo bene dall’affrontare l’argomento, mi chiudevo subito a riccio in me stessa e non parlavo più.

È davvero come se adesso comandassi io, come se avessi avuto una specie di sblocco. D’altro canto mi sembra che sia troppo facile. È mai possibile che dopo 20 anni riesco adesso a controllarmi? E perché tutti i dottori che ho interpellato per un primo consulto, nel corso di tutto questo tempo non mi hanno mai consigliato un percorso simile da seguire? Nessuno mi è mai stato così di aiuto come lei adesso, mi sento capita da qualcuno e ho proprio intenzione di continuare a scriverle (mi sembra che funzioni di più questo del diagramma per me!).

Spero di non annoiarla ma le voglio anche dire che tutto è nato perché in questo periodo (gli ultimi 2 mesi) sono stata molto stressata da diversi problemi famigliari che mi hanno costretto a prendere di petto i miei genitori e a parlare loro molto duramente, mi ha causato dolore fare questo e ne ho causato a loro. Ma mi rendo conto che questo mi ha come sbloccata, ho trovato anche il coraggio di aiutare me stessa molto provata e a digitare quella parola sul computer che mi sta portando a tutto questo.

Per cui sono molto fiduciosa e voglio vincere la mia sfida anche se so che il percorso sarà lungo e che non andrà sempre bene come in questa settimana, ma per la prima volta nella mia vita, lo faccio solo per me stessa. Avrò finalmente staccato quel cordone ombelicale che mi legava così tanto psicologicamente a mia madre?

Le volevo chiedere inoltre siccome mi piace molto leggere se mi consiglia il libro che ho visto sul vostro sito “Il senso di autoefficacia” potrebbe essermi utile? Adesso la saluto, la ringrazio di starmi ad ascoltare e la rimando alla prossima settimana per gli sviluppi.

Risposta
Carissima Giusy,
sono contento per te, ma anche per me, qualche volta il lavoro fatto con entusiasmo premia.
Almeno due i motivi conduttori di questa mia:
– il primo è quello di rinnovare i complimenti per la soluzione di un problema ventennale in poche mosse e penso sia ormai per te scacco matto al rituale distruttivo, con grande gioia dei capelli.
-il secondo è la richiesta di autorizzazione a pubblicare in forma anonima i risultati della tua esperienza, onde poter aiutare “gli altri”;
Da tre anni sperimentiamo con un certo successo il nostro metodo centrato sul paziente protagonista del proprio cambiamento: i risultati fanno bene sperare per poter aiutare chi ha bisogno e si rivolge allo staff di PsicologiaSalute.it Cordialmente

Quarta lettera
Buongiorno dottore,
sono due settimane che non le scrivo, ma va tutto bene, riesco benissimo a controllarmi, l’impulso ormai è molto raro e per questo sono contentissima perché si vedono già i risultati. I miei capelli stanno crescendo! Non ci posso credere ma nonostante tutti questi anni crescono ancora, ho sempre avuto per fortuna dei capelli fortissimi e folti.
Volevo ringraziarla per avermi aiutato a raggiungere questo traguardo e a ridonarmi la tranquillità che non avevo più da tempo, non avverto più l’ansia che mi prendeva quando avevo gli attacchi.

 

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