Terapia breve

La magia della cura 
– Scacco matto a Freud, l’evoluzione della specie: dalla psicanalisi al modello d’intervento strategico – 
Terza Conferenza europea di Terapia breve strategica e sistemica 
“I MODELLI EUROPEI DELLA TERAPIA BREVE” 
“Indagare – Indurre – Ingiungere” 
Arezzo, 7 – 8 -9 -10 -11 Novembre 2007 
On-line applications of brief strategic psychotherapy
di Emanuele Passanante, PsyD e Gianluca Castelnuovo, PhD, PsyD 
scarica la presentazione in formato pdf

di Emanuele Passanante

In onore di Paul Watzlawick, recentemente scomparso, fondatore del Mental Research Institute di Palo Alto – CA e del Centro di terapia strategica di Arezzo con Giorgio Nardone, si è appena concluso il terzo congresso europeo, che in itinere è diventato mondiale. Nell’apertura Giorgio Nardone infatti ha annunciato che il network europeo di terapia strategica è diventato world. Compresa la giornata di pre-convegno, per partecipanti e relatori sono stati cinque giorni di formazione in full immersion, maratona culturale e bagno tonificante nella terapia strategica, breve evoluta. Una nuova dimensione organizzativa con Intervalli e coffee break liberi, workshop, simposi, relazioni, comunicazioni e dirette dimostrazioni dei metodi d’intervento terapeutico risultati più efficaci ed efficienti a livello mondiale. 
Un appuntamento da non mancare: 38 paesi rappresentati in questo meeting internazionale, le lingue più parlate inglese, francese, tedesco, spagnolo, e Arezzo per la terza volta dal 2003, è diventata la capitale mondiale del benessere psicologico in alternativa alla psicanalisi che dalle ricerche scientifiche e alla verifica dell’Evidence Based Psychology, ha mostrato le sue crepe. 
Perché di questo si tratta, il modello scientifico strategico per specifiche patologie con la formulazione di tecniche innovative, rigorosamente sperimentate e collaudate in tutti i paesi del mondo, Cina compresa con Pechino candidata per un prossimo congresso, ha completamente sorpassato e offuscato il dominio della psicanalisi. Anche se a dire il vero in Italia tra le 630 scuole di psicoterapia approvate dal Miur e le cattedre universitarie e i Master a orientamento psicodinamico, impazza ancora la psicanalisi freudiana, junghiana, lacaniana adleriana con una miriade di personaggi e scuole derivate. 
La cultura psicanalitica molto pervasiva e diffusa per oltre un secolo ha perso però posizioni, nella sua relazione il prof. Sadi Marhaba ha dato scacco matto a Freud in tre mosse; homo homini lupus, sessualità, lavoro e produzione sono alla base dell’idea di uomo freudiano, cultura lontana dalla fisica quantistica e dalle teorie costruttivistiche.

In realtà Freud e le sue teorie, i suoi seguaci e discendenti sono stati un fardello più che un aiuto, perchè l’analisi non cura, conferma e mantiene nel tempo la patologia e rende patologico il normale. Catherine Meyer nel “libro nero della psicanalisi” Edition Les Arenes Paris dal sottotitolo “vivere, pensare e stare meglio senza Freud” ha raccolto le ricerche di 40 studiosi che in ottocento pagine mettono in discussione la validità delle teorie e l’efficacia terapeutica confutando oltre 1300 citazioni dell’inventore della psicanalisi. 
Non vi è alcuna prova scientifica della validità della terapia analitica, rarissimi i casi di guarigione, è impossibile dimostrare i complessi, Edipo, Laio, castrazione, invidia del pene, inconscio, io, es, super io, transfert come effetti e fattori terapeutici. Nessuna scienza ha una così totale ambiguità, anche la teoria dei sogni non sta in piedi di fronte a una rigorosa verifica. L’analisi è un potente fattore narcisistico, è una relazione umana, ma non ha niente a che fare con la terapia, c’è una complicità tra terapeuta e paziente che mantiene la patologia; basterebbe pensare alla durata anche ventennale della cura, mentre il paziente con orgoglio continua a dire “sono in analisi, sto cercando me stesso”. Considerato il liberatore del desiderio Freud ha ucciso la spontaneità e la giocosità delle relazioni sessuali. Ad esempio nella logica freudiana la criminalità è dovuta ad un eccesso di serotonina, tesi facilmente confutabile.

Di contro e in alternativa l’impianto metodologico e il modello d’intervento strategico, che fin dal primo colloquio pone le basi della guarigione; il problema psicologico viene trattato come un giallo: indagare per conoscere, indurre al cambiamento attraverso il dialogo terapeutico ingiungere concrete indicazioni da mettere in atto nella vita quotidiana (la prescrizione come strumento terapeutico). E quasi a rimarcare la differenza con le sedute misteriose nel setting dell’analisi, ogni giorno i mattatori del congresso, Nardone, Loriedo, Teresa Garcia, Mony Elkaim e molti altri componenti del network, hanno dimostrato la bontà del prodotto, del modello strategico, esibendosi in varie performance, vere sedute terapeutiche davanti al pubblico affascinato di oltre un migliaio di spettatori. Interessante il caso trattato “de visu” di un medico di pronto soccorso, ossessionato da dubbi e insicurezze fin dalla carriera scolastica e nell’attuale professione con mansioni di grosse responsabilità, addirittura formatore dei nuovi assunti. Il paziente ossessivo compulsivo aveva costruito rituali che avrebbero dovuto liberarlo dal problema, il terapeuta Giorgio Nardone attraverso il dialogo strategico procede all’individuazione dei sistemi percettivi e reattivi che invece lo mantengono e pone le basi per far scoprire le strategie aiutando il soggetto a diventare protagonista del proprio cambiamento. Sicuramente un grosso risultato in una sola seduta e il miracolo si è ripetuto nei giorni successivi con altre volontarie, casi e problemi diversi.

L’attuale terapia strategica evoluta spazia dall’individuo, alla coppia, alla famiglia, ai contesti più allargati, al sociale, come l’esperienza formativa di un intero paese nel Messico condotta da Giorgio Nardone e descritta in video nel convegno precedente, al mondo della scuola, del lavoro (l’azienda malata) e perfino in contesti istituzionali, focalizzando “il ruolo della persona durante il cambiamento organizzativo dell’esercito italiano”
Momenti formativi importanti anche nell’ambito delle difficoltà familiari con il vulcanico Mony Elkaim, presidente dell’associazione europea delle famiglie, nella realtà professionale sempre alle prese con problemi familiari a mediare tra genitori e figli e stavolta sul palco, abile stratega nel tirare le fila e condurre i personaggi a comporre i contrasti e le relazioni interpersonali.

Un esperimento di ipnosi in diretta, un altro caso trattato da Camillo Loriedo: parlare di fronte a un pubblico provoca ad Angela, la ragazza interessata, un abbassamento della voce: partendo dalla piccola conoscenza che produce grandi cambiamenti, l’utilizzazione delle “minimal cues” nella terapia ericksoniana, il terapeuta produce la magia del cambiamento del tono di voce in itinere, durante il dialogo stategico. Il rischio di esporsi ad un pubblco così numeroso e qualificato viene premiato dal successo. Incredibile come il tono di voce cambi nelle varie situazioni, con gli occhi chiusi o aperti, immaginando il pubblico lontano o vicino, cambiando prospettiva, cambia la soluzione, ma anche la percezione del problema e delle proprie potenzialità.

Chi l’avrebbe detto? anche l’umorismo e le metafore(qualcosa che viene detto per dire un’altra cosa) producono cambiamenti terapeutici e aiutano a guarire, una parentesi allegra nella relazione di Guglielmo Gulotta, docente di psicologia giuridica all’università di Torino: a un paziente sessantenne che si lamentava delle scarse prestazioni sessuali mentre gli amici al bar raccontavano continui successi, lo stratega Gulotta risponde con una battuta”lo racconti anche lei”, mentre a un depresso stanco di vivere chiede “cosa vorrebbe scrivere sulla sua lapide?” silenzio tombale del paziente e pronta battuta del terapeuta “qualcuno recentemente ha fatto scrivere” ve l’avevo detto che stavo male?” Nella psicoterapia la metafora è importante percdhè si manda un messaggio che sia trasferibile in un’altra sirtuazione. La metafora è un modo argomentativo molto efficace se l’argomento metaforico ha qualche attinenza “come sono caduto in basso, mi sono trovato sul lastrico”,” nella mia famiglia la vita con mio marito è un inferno”.

Passando dagli anziani ai giovani Charlie Azzopardi terapeuta d’origine italiana residente a Malta ha presentato la sua esperienza professionale dal titolo “Io robot, una tecnica per limitare la ribellione degli adolescenti”: anche i ragazzi di Malta e Londra dove lavora presentano problemi di comunicazione e di rapporti interpersonali ed è difficile anche per il terapeuta instarurare una relazione e coinvolgerli in un progetto di maturazione e crescita. Le strategie sperimentate hanno dimostrato la loro efficacia e prodotto risultati e cambiamenti.

Ancora una esercitazione di Giorgio Nardone, deus ex machina e anima del congresso e della terapia strategica mondiale ( si evince da una battuta di Monie Elkaim “io adoro quest’uomo!):”danza tra linguaggio logico e analogico”.

Dialogo strategico : Emanuela “parlare in pubblico mi provoca agitazione, se posso lo evito, se non posso soffro tantissimo, questa paura è come una sorta di scossa elettrica fino al timore d’infarto” Nardone – hai questa paura di esporti e dialogare con una persona di cui temi il giudizio, ti fa più paura parlare con persone che pensi superiori e ti giudicano?

Emauela: si devo limitarmi e comunicare con persone che valgono meno di me. Domanda: hai tentato di fare qualcosa di diverso per superare il problema? Risposta: Si mi sono iscritta all’università – D. se puoi controllare le persone che non stimi, quando eviti come ti senti? Più incapace? Ogni volta che eviti aumenti la tua insicurezza e la volta dopo sarà peggio. In questo caso Pessoa dice: porti addosso tutte le ferite delle battaglie evitate e che non guariscono. Se tu dai tanta importanza ai giudizi degli altri e cerchi di migliorarti somigli ad una marionetta con gli occhi rivolti solo a te stessa”. 
N. “Correggimi se sbaglio”, ogni volta che incontri una persona, cosa guardi? Gli occhi; il problema è di esporti ogni volta che ritieni di essere giudicata da persone superiori; dovremo quindi evitare di guardare le persone direttamente negli occhi, ma guardarla in toto, magari a cominciare dalle scarpe. Se fai così puoi cominciare a giudicare piuttosto che essere giudicata.


Alla fine della seduta comincia quindi il lavoro autonomo in base alle prescizioni per modificare comportamenti e pensieri, cambiando la prospettiva alla percezione del problema. Tutto sommato dell’esperienza resta un piacevole retrogusto, la maratona faticosa, ma positiva, anche se qualche carenza possiamo trovarla: l’intervento plateale e poco scientifico dei coniugi titolari della scuola di PNL psiconeurolinguistica, demolita da Nardone nel precedente congresso, la delusione del tanto atteso videotape storico, impossibile da tradurre e visibile con difficoltà per le immagini datate, lo spazio di dieci minuti, non uno di più, dato agli interventi selezionati dal comitato scientifico. A questo proposito domenica 11 nella giornata dedicata alla ricerca e alle sperimentazioni innovative, avremmo voluto parlare un po’ di più della consulenza e terapia strategica online, un’esperienza settennale gratuita, che non si poteva ridurre a sette minuti, considerato che la presentazione è stata fatta insieme a Gianluca Castelnuovo, ricercatore dell’università cattolica di Milano, col quale portiamo avanti il progetto PsicologiaSalute, monitorando ogni caso trattato solo online, anche alla luce dell’Evidence Based Psychology. Abbiamo rimandato quindi alla navigazione sul sito e delineato qualche risultato pubblicato anche nelle News del Network europeo di terapia startegica.

Non è mancata, come ormai tradizione la parentesi mondana con cene a tema, l’evento Stella Polare, cena di beneficenza e serata di gala danzante e una sfilata di eleganza tra i colleghi individuati a sorpresa e all’insaputa dei prescelti durante le giornate di lavoro, dallo stesso Giorgio Nardone coadiuvato da un folto gruppo di gentili signore. Ultima segnalazione, ma di primaria importanza la creazione di una nuova Onlus Nardone Waztlawick per il sostegno psicologico ed educativo gratuito a bambini e adolescenti, formazione di genitori e insegnanti, sensibilizzazione dell’opinione pubblica sullo stato di sofferenza dei soggetti svantaggiati, sulle possibilità d’intervento e sull’utilizzo del Modello di terapia breve strategica. La cronaca necessariamente sintetica rimanda per la completezza di tutti i lavori del congresso al DVD in offerta alla modica somma di 80 euro.

Ad adiuvandum
Allegato 
L’abstract di presentazione della nostra iniziativa tra le ricerche innovative in atto al Comitato scientifico
www. PsicologiaSalute.it
Articoli sulla terapia strategica 
“l’arte del cambiamento”
“rituali e controrituali”
“secondo congresso mondiale di Arezzo”
Recensioni
“il dialogo strategico”
La strategica in sintesi
COME COSTRUIRE DOMANDE STRATEGICHE: 
ovvero quando la domanda costruisce parte della risposta.

COME COGLIERE ED UTILIZZARE LA LOGICA DELL’INTERLOCUTORE:
ovvero far sentire l’altro colui che guida “apparentemente” verso il cambiamento la conversazione. 
IMPARARE A RISTRUTTURARE PARAFRASANDO: 
far scoprire le alternative all’interlocutore invece che proporle

COME DIROTTARE LE PERCEZIONI E LE CONVINZIONI DELL’ALTRO 
ovvero far sentire differentemente piuttosto che far capire diversamente
L’ARTE DI EVOCARE SENSAZIONI: 
ovvero utilizzare la retorica, la poetica, e gli artifici letterari. Creare suggestioni mediante il non verbale: come usare lo sguardo, la prossemica e la mimica.

COME TRASFORMARE GLI ACCORDI IN CONCRETI PIANI DI AZIONI: la prosodia: ovvero passare dall’accordo nel dialogo alla realizzazione concreta di cambiamenti.

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