Sport

Maratona contro il fumo 
– Roma, una corsa a tutto respiro: due esperti di Sport e Tabaccologia insieme per capire – 
di Redazione (*)

La maratona contro il fumoEvento nell’evento: la Maratona di Roma del 25 marzo 2001 fa campagna contro il Fumo. Con Gea progetto salute e con la Sitab, Società italiana di tabaccologia, sarà diffuso lo slogan “Grazie NON fumo” che già compare su manifesti e materiale divulgativo.

Perché questo interesse per le battaglia antifumo? Roberto Castrucci, presidente del Maraton Club di Roma ed organizzatore della Maratona di Roma vuol dire la sua sull’attuale dibattito nazionale e si schiera senza mezzi termini dalla parte del benessere: «Fumare è un modo di farsi del male e noi che proponiamo sport abbiamo il dovere di mostrare chiaramente su quale fronte siamo schierati. E poi, Fumo e Sport non vanno comunque d’accordo».

Cosa può fare una maratona per sensibilizzare a smettere di fumare?
«Siamo sempre più convinti di dover dare con la Maratona un messaggio di buona salute, e nulla è più valido per dire ai giovani: non fumate. Abbiamo creduto nell’affidabilità dei nostri interlocutori e collaboratori di Gea Progetto Salute e della Sitab, che hanno una solida e rinomata esperienza nella lotta al tabagismo in Italia».

Sport e salute rappresentano quindi una sinergia da promuovere?
«Lo sport in generale, e l’ambito della Maratona in particolare, sono elementi educativi di primo piano quando si vuol fare prevenzione» è il commento del dottor Giacomo Mangiaracina, esperto stratega della lotta al tabaccopresidente nazionale della Sitab. «La disciplina del corpo e della mente – continua l’esperto – danno valore e vigore alla vita. L’uso di droghe crea solo danno. Chi fa sport poi deve astenersi dal Fumo anche per motivi pratici. In media il 10 per cento del sangue dei fumatori è legato al monossido di carbonio e perciò non trasporta ossigeno. Ne deriva una riduzione dell’efficienza muscolare e fisica che si fa sentire anche in situazioni ordinarie, per esempio quando si fanno le scale o durante i rapporti sessuali».

Facciamo un pò i conti. Ogni anno in Italia quasi centomila persone ci lasciano la pelle a causa del tabacco. Per l’esattezza 90mila. Quelli da alcol sono un terzo di questa cifra, mentre i decessi da eroina non superano i mille all’anno. Eppure per la lotta alla droga, giustamente, lo Stato investe ogni anno centinaia di miliardi. Ma per il Fumo? Zero. Niente fondi. Volontariato e buona volontà. Ma se è vero che le cifre hanno un senso, 90mila30milamille sono numeri diversi e di diversa importanza.

Se le cifre e l’entità della morte da tabacco è veramente tale, vuol dire che a livello istituzionale non si fa abbastanza. Occorre quindi una rivoluzione culturale?
«Le cifre sono assolutamente reali – conferma Mangiaracina. – Consideriamo che 30mila sono solo i tumori del polmone in Italia, una cifra molto simile a quella degli infarti che si verificano ogni anno. Si tratta di casi ospedalizzati, perciò registrati».

E a quanto pare non finisce qui, vero?
«A questi 60mila se ne aggiunge un altro terzo dovuto alla mortalità generale per malattie vascolari, pneumologiche e tumorali. Ma quello che è ancora peggio, è che non è stata ancora valutata correttamente l’invalidità da tabacco. Una persona che soffre di bronchite cronica, enfisema, disturbi circolatori, ipertensione, diabete o anche di disturbi digestivi legati all’uso della sigaretta, limita molto la sua qualità di vita. Ma combattere contro il tabacco è giusto e utile anche per altri motivi. Smettere di fumare è un atto consapevole e intelligente, e soprattutto è una cosa possibile».

E quanto costa fumare? Tanto, troppo. Al cittadino e allo Stato. Qualcuno afferma che la nazione ci perderebbe 70mila miliardi l’anno. Cifre da capogiro. Un fatto è certo: lo Stato mette un ricarico di oltre il 73 per cento di tasse su ogni pacchetto di sigarette, considerando che debbono viverci anche le oltre 200mila famiglie italiane coinvolte in produzione, distribuzione e vendita. Ma quanto ci perde? Forse due miliardi per ognuno guadagnato. Certamente se pensiamo a quanto costa l’operazione anti-contrabbando c’è da farsi venire i brividi. E poi si riesce a sconfiggerlo? Gli esperti dicono che sia quasi impossibile se non si adottano strategie internazionali, a livello dei massimi sistemi di controllo dell’Unione europea.

Un Humphrey Bogart un po' particolare...E allora che ben venga la Maratona di Roma a ricordarci che si vive meglio senza tabacco, che fumare è un modo regressivo (la fase orale del ciucciotto) di rassicurarsi e di proteggersi dagli eventi della vita e dalla famigerata ansia.

«Fumare soddisfa in verità alcune esigenze mentali e fisiologiche, – conclude Mangiaracina – fra cui paradossalmente quella del bisogno di respirare. Aspirare profondamente e sbuffare visibilmente qualcosa nell’aria, può dare la percezione di respirare e di rilassarsi. Ma in modo terribilmente anormale. Potrebbe essere definito la pornografia del respiro».

L’immagine sembra opportuna. Riprendiamo allora lo slogan utilizzato dall’associazione “Aria Pulita” in occasione della Giornata per i diritti dei non-fumatori che si ricelebrerà il 5 novembre prossimo: “Preferisco l’Aria“. Perché ci sono anche loro, i non-fumatori convinti e accaniti a difendere il loro diritto a respirare l’aria, all’aperto o nel chiuso di locali di ritrovo, dove per secoli si è consumato, ai danni di chi non fuma, l’effimero rito delle sigarette-calumet.

Ciminiera o sigaretta?Lungo il percorso della Maratona ci sarà pure uno stand dedicato alla prevenzione del tabagismo. Una équipe di specialisti, coordinati dal dottor Giovanni Invernizzi, medico del direttivo nazionale della Sitab, verranno da Milano per attuare il progetto AmicoApproccio alla misurazione del Co (monossido di carbonio). In una delle rinomate piazze romane misureranno con dispositivi elettronici il monossido di carbonio nell’aria espirata dei romani, fumatori e non. «Lì sarà possibile notare la differenza – spiega il dottor Invernizzi. – È importante toccare con mano quanto danno può fare l’inquinamento ambientale e il fumo di sigaretta in particolare, al di là di ogni sterile contestazione che a volte viene avanzata senza alcun criterio scientifico».

L’emittente televisiva Telesalute ha sposato la causa in modo radicale e senza mezzi termini: negli ultimi mesi ha mandato in onda sette talk-show con specialisti in studio fra cui uno proprio con gli organizzatori della Maratona.

Il 23 marzo, due giorni prima della Maratona, sarà organizzato un convegno scientifico su “Fumo e Sport” con la partecipazione di esperti, al palazzo delle Fontane (Eur, via Ciro il Grande), dove si trova il Villaggio della Maratona.

Smettere di fumare. A chi rivolgersi.
Ecco i centri romani accreditati dalla SITAB per il trattamento del Tabagismo:
Sitab, sede nazionale: 06-39722649
Ospedale San Filippo Neri: 06-33062312
Policlinico Umberto I: 06-49972519
Ospedale S. Spirito: 06-68352264
Ospedale CTO: 06-51003890
Lega Tumori: 06-3297730
Per la lista completa nazionale, consultare i siti internet sottostanti.

In rete :
Nonfumatori.it: Rivolto non solo a chi non fuma, ma soprattutto ai fumatori
Gea2000.org: Il progetto salute di Giacomo Mangiaracina
Tabaccologia.org: La Sitab è una società radicata in tutto il territorio nazionale 
Tuttiliberi.it: Liberi dal Fumo e dalle dipendenze

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