«Psicofarmaci ai bambini? No, grazie»

psicofarmaciLa Puglia dice no all’uso del Ritalin nei bambini problematici

Dal marzo del 2003 anche in Italia, a causa di a un decreto ministeriale, è possibile somministrare anfetamine ai bambini. Dal marzo del 2003 infatti il Ritalin (insieme ad altri farmaci con lo stesso principio attivo) è stato spostato dalla tabella degli stupefacenti a quella degli psicofarmaci. Questa anfetamina è destinata ai bambini affetti dalla sindrome Adhd, Attention-Deficit, Hyperactivity Disorder, ovvero sindrome da deficit di attenzione e iperattività. I bambini iperattivi americani curati con questo farmaco sono 11 milioni con risultati buoni soltanto a breve termine ed effetti nefasti tipici dell’assunzione di anfetamine (episodi psicotici, illusioni paranoiche, comportamenti anomali, tendenza al suicidio).

A lungo termine il farmaco sembrerebbe essere oltreché inefficace anche dannoso. Da alcuni anni l’associazione Onlus Giù le mani dai bambini si occupa di questo problema. E se a livello nazionale tutto è fermo, in una regione, la Puglia, le cose stanno cambiando. L’Assessore Regionale alla Salute Alberto Tedesco ha recentemente preso un impegno formale a “rivedere la delibera per l’attuazione delle linee guida nazionali per la somministrazione di psicofarmaci ai minori (Ritalin e Strattera), avviando un tavolo di confronto per migliorare in senso più restrittivo tutti i protocolli diagnostici e terapeutici nazionali che regolano l’uso di questi contestati prodotti farmacologici sui bambini”. Ma come è stato possibile che anche da noi avvenisse quello che è avvenuto negli Stati Uniti? Gli interessi delle case farmaceutiche hanno preso il sopravvento e in un’Italia piena di conflitti d’interesse non suona  nemmeno strano se l’attuale presidente con pieni poteri dell’Agenzia italiana del farmaco (un’organismo di garanzia che opera sulla base degli indirizzi e della vigilanza del Ministero della Salute) è nientemeno che l’ex direttore marketing di Farmindustria.

Luca Poma, portavoce dell’associazione Giù le mani dai bambini, la Puglia è un’eccezione, ma cosa sta succedendo a livello nazionale sulla questione degli psicofarmaci ai bambini?
A livello nazionale c’è un lassismo inspiegabile da parte dell’Istituto superiore della Sanità e dell’Agenzia italiana del farmaco: ci sono un centinaio di pagine di richieste nel merito dei protocolli che giacciono inevase. A questo punto ben venga l’iniziativa della regione Puglia.

Quanti bambini dal 2003 a oggi sono stati trattati con questo tipo di farmaci?
Sono poche migliaia in Italia, ma il numero sta crescendo, una fotografia definitiva potrebbe attestarsi intorno 15-20mila bambini e potremmo averla fra un anno. Molti di questi bambini potrebbero essere presi in carico con terapie non farmacologiche invece lo psicofarmaco o da solo o in abbinamento con terapie comportamentali viene somministrato. In Italia sono secondo i dati del ministero Salute sono fino a 160mila i bambini destinatari di questo tipo di terapia e noi vorremmo che rimangano il meno possibile.

Cosa ci può dire sull’efficacia del Ritalin?
Che i risultati sono immediati, ma bisogna vedere sui lunghi periodi. L’istituto superiore di sanità sostiene che i protocolli sono sicuri e a prova di abuso, i fatti ci raccontano storie diverse, abbiamo verificato nelle Asl l’arbitrarietà dei trattamenti. Questi protocolli vengono applicati spesso da medici coscienziosi, ma non sempre.

Se è efficace, perché siete contrari?
Il farmaco è utile sempre perché normalizza il comportamento, ma è una scelta di campo darlo o non darlo. Il problema è il prezzo che paghi per avere questo effetto. Se il bambino è aggressivo per sé e per gli altri e magari minaccia il suicidio, il farmaco normalizza il comportamento per qualche giorno. Ma è uno strumento straordinario che diventa ordinario.

Qual è il volume d’affari nella vendita di questo tipo di farmaci?
Complessivamente a livello internazionale l’Italia è uno degli ultimi paesi al mondo nell’utilizzo di farmaci di questo tipo per i bambini. Ma nel mondo si spendono 12 miliardi di dollari solo per farmaci da iperattività. Di questi 12 miliardi di dollari, 20mila miliardi di vecchie lire, 2,3 miliardi sono ritalin della Novartis, Strattera, Concerta e tutta una serie di prodotti analoghi.

Daniele Passanante

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