Fumo e minori


Tabagismo nei minori, cor-relazioni pericolose e inquietanti. La ricerca di PsicologiaSalute.it anticipa di 5 anni i dati Istat 2005, ma nonostante questo manca la volontà di fare vera prevenzione. Paradossi e strategie nelle politiche giovanili

di Emanuele Passanante

I dati Istat 2005 dicono che in Italia nell’arco di un solo anno dal 2004 al 2005 sono aumentati dell’1,6% i fumatori giovanissimi al di sotto dei 14 anni. Il pericolo per loro è maggiore: hanno polmoni non ancora definitivamente sviluppati e il fumo ne compromette la crescita. Nel 2004 i fumatori maschi nella fascia d’età 11-14 anni erano il 2,9%,nel 2005 il 4,5%.Le ragazze fumatrici sono aumentate dello 0,4%.

Già nell’anno scolastico 2000 – 2001 la nostra Ricerca finalizzata alla prevenzione delle patologie derivanti dagli stili di vita aveva chiaramente indicato l’aumento della dipendenza fumo tra i giovani a cominciare da 11 anni con prevalenza delle fumatrici. I dati della nostra ricerca nelle scuole sono quindi predittivi e corrispondono a quelli Istat del 2005.

Dalla ricerca emergono alcuni dati interessanti:

  • L’iniziazione al fumo, vissuta come voglia di crescere, di fare le cose dei “grandi”, comincia già, sempre più spesso, in seconda media
  • Esiste un incremento dell’incidenza dei fumatori nel passaggio dalla scuola media – dove la percentuale fumatori oscilla tra l’8% e il 14% – alla scuola superiore, dove varia tra 11% e 58%, un incremento sensibile che avviene nelle classi prime e tende a stabilizzarsi nelle seconde
  • La presenza del leader fumatore può fungere da elemento trainante e condizionare l’intera classe
  • I vantaggi psicologici del fumo vengono segnalati dai maschi fumatori, ma soprattutto curiosamente dalle ragazze
  • I non fumatori, rispetto ai fumatori, mettono maggiormente in evidenza i danni sulla salute
  • Il rischio spesso non è percepito (dissonanza cognitiva), perché prevalgono le informazioni a favore del fumo e il senso di onnipotenza (smetto quando voglio), di contro a una reale fragilità
  • Dipendenze. È stato importante, nel nostro intervento nelle scuole, far misurare agli studenti il proprio livello di autonomia rispetto ad alcune dipendenze. Non solo dal fumo, ma anche dal cibo, dalla tv, dal sonno, dai videogiochi, dall’alcol e dalle sostanze stupefacenti.

Una riflessione è d’obbligo: si è trattato di una ricerca di un solo anno, finanziata ancora nel 2003, con un contributo di 10mila euro della Fondazione Crt , una ricerca soltanto trasversale, da ampliare in internet e integrare in un discorso longitudinale che permetta di offrire alle scuole più elementi di formazione sia online che offline.

Quali strategie nelle politiche giovanili se mancano investimenti per la ricerca e la prevenzione? la formazione ha un ruolo decisivo nella prevenzione, senza la quale ha buon gioco chi si preoccupa di educare al fumo, all’alcol e alle droghe.

Per contro la stampa pubblica elenchi di infiniti sprechi di denaro pubblico nei vari ministeri. Ci si chiede quanti progetti di prevenzione si potevano finanziare con questi miliardi di contributi pubblici sprecati; considerato che al nostro progetto di ricerca finalizzata erano stati assegnati 25 milioni delle vecchie lire, tutti gli studenti medi e universitari d’Italia avrebbero potuto sperimentare il percorso formativo online e offline e magari riflettere promuovendo la salute.

Nonostante tutto, l’evoluzione della nostra ricerca offre la possibilità di coinvolgere tutte le scuole col progetto “Internet e salute, oltre il fumo, percorso formativo sperimentale“.

Malgrado non fosse previsto nel finanziamento, abbiamo curato l’apporto informatico, onde facilitare la realizzazione e la diffusione di progetti formativi online (internet e salute) in tutte le scuole interessate, in sintonia con le strategie formative del progetto Ecm del Ministero della Salute. Il passaggio naturale sarebbe stato quello di continuare a validare il percorso formativo per l’educazione alla salute e quindi la prevenzione su basi scientifiche, ma senza finanziamenti l’intervento, anche se valido, non ha, a tuttoggi prospettive.

Per inciso riesce difficile capire le strategie delle politiche giovanili, soprattutto dopo aver partecipato al Convegno internazionale di terapia strategica tenutosi dal 9 al 13 novembre scorso ad Arezzo.

P.S.
La storia della ricerca

Vogliamo coinvolgere i lettori nella storia della nostra ricerca finalizzata, che era partita sotto i migliori auspici, con la collaborazione dell’ospedale Molinette di Torino e della facoltà di Psicologia dell’Università di Torino, che aveva assegnato alla ricerca 10 stagiste. Si sarebbe potuto così sviluppare la parte relativa alle altre dipendenze, cibo, alcol, videogiochi, droghe leggere e pesanti, lo sballo non esisteva ancora. Ogni classe degli 8 istituti prescelti, 4 di scuola media e 4 delle superiori, ha dedicato 10 ore al progetto.

Nonostante difficoltà insorte con l’ospedale, che per motivi burocratici, futili e miopi non aveva portato avanti la convenzione con l’Università (cosa può importare infatti a un ospedale se la gente si ammala, fuma e si droga?) la ricerca è stata completata e pubblicata in formato cartaceo, tradizionale, su cd-rom e in versione telematica:
1. sul nostro sito internet www.PsicologiaSalute.it, testata giornalistica registrata
2. sulla banca dati Sitab, società scientifica per lo studio del tabacco e dei problemi
fumo-correlati, www.tabagismo.it (smettere di fumare online)
Anche se con un investimento minimo di 25 milioni delle vecchie lire, 16milioni 900mila al netto di Iva e tasse, può ritenersi concluso l’iter e lo scopo di qualsiasi ricerca?
Che senso per la regione Piemonte e quindi per lo Stato limitarsi a pubblicare i risultati nel 2004 anche in abstract sul sito regionale e nel volume sulla relazione finale dei progetti finanziati nel 1999. Perché si conduce una sperimentazione e una ricerca se non per realizzare interventi che ne verifichino la validità e l’utilità.
Il contributo di 10mila Euro della Fondazione Crt nel 2003 ha permesso di realizzare e verificare la stessa ricerca ormai online nella scuola media Alberti e nel liceo d’Azeglio di Torino e i risultati sono visibili sul sito.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Follow

Get every new post on this blog delivered to your Inbox.

Join other followers: