Adolescenti

Il rischio di crescere
– Condotte pericolose e competenze, una questione educativa –

“Adolescenti e rischio ” 
Comportamenti, funzioni e fattori di protezione 
di Silvia Bonino, Elena Cattelino, Silvia Ciairano 
Ed. Giunti, 2003 € 22,00 – sconto per chi acquista online € 19,80

Silvia Bonino, Elena Cattelino, Silvia Ciairano, docenti della facoltà di Psicologia dell’università di Torino, sono le autrici del volume “Adolescenti e rischio“, una ricerca durata alcuni anni, che ha coinvolto studiosi ed esperti universitari, a livello nazionale e internazionale, uno spaccato della società adolescenziale, che fa chiarezza sulla funzione del rischio come sfida e sui fattori di protezione.

La presentazione di Richard Jessor dell’università del Colorado–Usa, ispiratore e sostenitore del progetto di ricerca, col suo modello teorico di tipo interazionista e costruttivista, delinea la complessità e la nuova prospettiva scientifica dell’indagine sui comportamenti a rischio, espressione di uno stile di vita e di affermazione di sé, dotati di senso, scopi e utilità.

Un altro punto di forza della ricerca è la collaborazione di Adam Fraczec dell’università di Varsavia–Polonia, che per primo in Europa, ha realizzato la sperimentazione del modello e del questionario di Jessor, tarato poi sulla popolazione italiana. Il questionario “Io e la mia salute” (Bonino 1995-1996) è lo strumento, che ha permesso di delineare un quadro fedele e attendibile di come l’adolescente percepisce e interpreta la realtà esterna e la propria esperienza: emergono aspettative, interessi, ma anche disagio e dipendenze, uso di sostanze psicoattive e fuga nello sballo, guida pericolosa, alcol, fumo e disturbi alimentari, violenza e trasgressione.

La ricerca condotta su un campione statisticamente significativo, di oltre duemila studenti delle scuole del Piemonte e Valle d’Aosta, dai 14 ai 19 anni, analizza e mette a fuoco le funzioni dei comportamenti a rischio e le variabili in gioco, i fattori di protezione, le caratteristiche personali, le influenze del gruppo dei pari, correlate al contesto familiare, scolastico e sociale e le continue interazioni che ne derivano per la costruzione e lo sviluppo dell’identità.

L’obiettivo è quello di avere indicazioni utili per interventi di prevenzione efficaci, evidenziando quali altre condotte possono sostituire quelle pericolose, partendo dall’analisi delle funzioni e dei fattori di protezione. La desiderabilità dei comportamenti a rischio è spesso uno degli aspetti positivi per i giovani, in una continua sfida ai propri limiti, in gara con se stessi e con gli altri, per sentirsi protagonisti in un progetto personale di realizzazione di sé.

Un ruolo educativo più incisivo e deciso della scuola, della famiglia e della società potrebbe orientare percorsi formativi e cambiamenti necessari per la salute psicofisica: in primo piano la conquista di abilità cognitive, relazionali, capacità critiche e decisionali, gestione delle emozioni,dei conflitti e dello stress (definite dall’Organizzazione mondiale della Sanitàlife skills“, ovvero competenze vitali) da parte dei giovani, per sentirsi efficaci, sviluppando potenzialità e risorse, senza additivi e integratori, senza condizionamenti di mode e miti, propinati con sapiente regia.

Dall’indagine si evince che, se a volte i comportamenti giovanili mettono in pericolo la salute, definita utopisticamente dall’Oms “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la pura assenza di malattia e infermità”, malessere e disagi non sono necessariamente negativi e contrari allo sviluppo; anche per tentativi ed errori, le crisi e i rischi servono spesso alla presa di coscienza, crescita e maturazione. È compito della società educante elaborare progetti di prevenzione e nuove strategie perché i giovani possano raggiungere gli stessi scopi di affermazione e di autoefficacia in modo salutare. Ma famiglia e scuola sono spesso disorientate: si confonde a volte la prevenzione anticipando informazioni ai bambini sui pericoli delle dipendenze. Il libro, indispensabile nelle biblioteche delle scuole, può costituire allora una misurazione di base e orientare le politiche formative.

In una nostra recente ricerca finalizzata alle patologie derivanti dagli stili di vita, fumo e altre dipendenze, finanziata dalla Regione Piemonte, con gli studenti avevamo stimolato, con la metodologia del brainstorming, “Progetti personali di promozione della salute”, in base a parametri precisi: «La salute è anzitutto una conquista personale, frutto di un delicato equilibrio mente-corpo, del contemperarsi di corrette abitudini igieniche, di attività fisica, di una sana alimentazione, di un buon rapporto sonno-veglia, di una sessualità consapevole, ma anche di una personalità armonica centrata sull’accettazione di sé, sulla autostima, sulla fiducia in se stessi e il senso di efficacia personale, in altre parole su un modello di vita coerente e critico e su scelte valoriali responsabili».

Dott. Emanuele Passanante
psicologo, psicoterapeuta, ipnologo
Direttore scientifico di PsicologiaSalute.it

In rete:
Giunti: Il libro è pubblicato nella collana “Manuali e monografie di psicologia”

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