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Progetto psicologia-salute
di Emanuele Passanante
(*)
Presentazione
Il progetto Psicologia-salute è frutto di una trentennale
esperienza di ricerca educativa, di psicoterapia e di formazione
nella scuola, nella famiglia e nell'ambiente di lavoro (formazione
alla sicurezza, controllo dello stress e salute).
Internet offre ora la possibilità di coinvolgere, orientare
e sensibilizzare alla prevenzione e promozione della salute
un pubblico potenzialmente molto ampio, attraverso programmi
e metodologie che restituiscono all'individuo - per
quanto di sua competenza - la prerogativa della gestione
e della cura della propria salute psicofisica.
La finalità del progetto è quindi quella di
mettere a disposizione dei navigatori una serie di strumenti
rigorosamente sperimentali, per una migliore conoscenza
di se stessi e la possibilità di consulenze interattive
che consentano un percorso formativo di crescita e sviluppo
personale.
La salute è anzitutto una conquista personale,
frutto di un delicato equilibrio psicofisico,
mente-corpo, tra abitudini igieniche, alimentazione, sonno,
attività fisica, sessualità, accettazione di
sé, educazione e cultura, autostima, autofiducia, dipendenze
coscienti e inconsce, e scelte valoriali per quanto concerne
il proprio modello di vita.
La finalità un po' ambiziosa e quasi utopistica del
progetto è quella di sfruttare le potenzialità
formative di internet per la promozione della salute e la
modificazione dei comportamenti a rischio.
Il «progetto guida» Psicologiasalute comprende
una parte importante dedicata alla scuola,con
proposte di percorsi formativi e di orientamento scolastico
e professionale per i giovani. Comprende inoltre un progetto
di promozione della salute e disassuefazione del fumo
per la scuole medie e superiori approvato come ricerca finalizzata
dalla Regione Piemonte e da realizzare in alcune scuole
campione di Torino e provincia a partire da febbraio 2001,
in collaborazione col Centro di Ipnositerapia dell'Ospedale
Molinette di Torino.
Il sito comprende le seguenti sezioni, ognuna delle quali
contiene testi e immagini eventualmente ipertestuali e soggette
a elaborazione grafica e nei contenuti:
Test
Progetti
Lettere
Articoli
Link
Psicoterapia
Libri
Iniziative
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Progetto controcorrente
La cura della salute fisica da sempre è stata
appannaggio della medicina, la cura della salute
mentale della psichiatria. Di recente fra questi
steccati disciplinari si è proficuamente inserita la
psicologia con un suo discorso interdisciplinare, mirante
alla cura, alla prevenzione e alla promozione in una prospettiva
educativa (educazione permanente). Diceva Jung
«vivere è conoscere». Sennonché
conoscenza non può significare né ridursi ad
un discorso di accumulo di nozioni, ma deve rappresentare
un sapere nel senso più alto (conosci te stesso), che
significa:
- una conoscenza della propria corporeità come accesso
ad una corretta immagine di sé, ad un modello esistenziale
(conoscere se stessi, aver cura di sé)
- una conoscenza della propria variabile personale, della
propria dinamica intrapsichica (crescita in termini di autostima,
di autorealizzazione)
- una presa di coscienza della stretta interrelazione che
esiste fra salute fisica e psichica, per il perseguimento
di un sempre migliore equilibrio psicofisico.
Delineare quindi un progetto psicologia-salute significa
* prospettare le tappe e gli obiettivi di un itinerario formativo
che facilita lo sviluppo delle potenzialità individuali
come presupposto della salute e del benessere personale .
* ampliare le possibilità d'intervento sia a livello
preventivo (educazione) che curativo (psicoterapia)con un
approccio alle problematiche della salute, che vada oltre
ogni prospettiva medicalistica E' necessario infatti far superare,
se non la paura, la diffidenza un rapporto ansiogeno con la
psicologia, elaborando progetti supportivi e interventi tesi
ad aiutare l'uomo a «conoscersi meglio» per valutare
più obiettivamente le proprie scelte di vita. Delineare
quindi un progetto di psicologia salute significa prospettare
le tappe e gli obiettivi di un itinerario formativo che faciliti
lo sviluppo dell'autonomia e delle capacità decisionali,
come presupposto della salute e del benessere personale
«Vivere e apprendere. Ogni momento della nostra vita
è il risultato di precedenti apprendimenti ed il presupposto
per apprendimenti futuri. Il modo come noi percepiamo il mondo,
assorbiamo atteggiamenti e valori, strutturiamo la realtà
in cui viviamo, dipende in grande misura dal flusso di esperienze
che continuamente ci lega all'ambiente, in altro parole dall'apprendimento».
(1)
Educare alla salute significa anzitutto educare ad apprendere
quindi migliorare la qualità della vita. Solo da alcuni
anni però si parla sempre più spesso di qualità
della vita, cioè di un diverso modo di concepire e
prospettare la dimensione umana in un'ottica di crescita armonica
e di evoluzione costante.
Il concetto apparentemente piano comporta, a ben vedere, un
salto culturale dalle incalcolabili conseguenze, il passaggio
cioè da una cultura scientifica e specialistica angustamente
e asetticamente settoriale ad una cultura interdisciplinare,
ad una cultura globale, centrata sulla prevenzione, a monte
dei fenomeni, una cultura in altre parole che privilegi l'uomo
e la salute rispetto all'economia e al profitto. (2)
Porsi come obiettivo la qualità della vita significa
per ogni società civile realizzare progetti educativi,
che si fondino su tutte le discipline scientifiche, senza
compartimenti stagni. Anzi attraverso lo sviluppo di sinergie
e l'interscambio di conoscenze: una scelta alternativa in
grado forse di far sì che la maggior parte dei problemi
che minacciano attualmente la salute dell'umanità possano
essere risolti o almeno posti sotto controllo.
Naturalmente è necessario considerare e valutare sia
i comportamenti e le responsabilità individuali che
quelli collettivi, sociali. Quali iniziative, quali interventi
possono contribuire a creare le condizioni ottimali, a migliorare
l'uomo? A questo scopo sarebbe necessario a livello mondiale
investire buona parte delle risorse economiche, intellettive,
in formazione o in iniziative per la promozione della salute,
utilizzando tutti gli strumenti di cui una società
altamente tecnologica dispone. In particolare la televisione
potrebbe realizzare programmi finalizzati alla «cultura
della salute», valorizzando l'aspetto psicologico, ma
soprattutto la valenza sociale.
Quale contributo può dare a sua volta l'individuo alla
soluzione di problemi quali le dipendenze da cibo, farmaci,
fumo, alcool, droga con le drammatiche conseguenze dell'AIDS
o l'inquinamento ambientale.
Si tratta di problemi di ampio respiro sociale, che richiedono
sicuramente interventi a vari livelli, con apporti di specialisti
di diversa estrazione e formazione.
La salute è una conquista graduale e programmata. Auspichiamo
che in contrapposizione alla mentalità politica corrente
che porta a iniziative tampone ogni volta che insorgono problemi
gravi, si proceda a sviluppare progetti educativi globali,
iniziative convergenti dei Ministeri della Sanità,
della Pubblica Istruzione, della Ricerca Scientifica e l'Organizzazione
Mondiale della Sanità (O. M. S.).
Il nostro intervento in questo quadro mira a sviluppare le
capacità critiche di ogni soggetto, sulle base di qualificati
e qualificanti programmi di educazione alla salute, recuperando
una progettualità culturale capace di contrastare l'omogeneizzazione(verso
il basso) portata avanti dai mass media e da consolidati interessi
commerciali
Persino nello sport, in quello che dovrebbe essere il simbolo
della salute e della prestanza fisica, si ricorre all'uso
di droghe o anabolizzanti, cioè si mina la salute degli
atleti inducendo subdole, ma devastanti dipendenze (doping),
ma soprattutto psicologicamente si annulla l'autofiducia.
Anche per aumentare il divertimento nelle feste o nelle discoteche
si sono diffuse le varie pillole «della felicità»,
l'ecstasy, i superalcolici o altri eccitanti, che quando non
portano a esiti drammatici (stragi del sabato sera), si risolvono
nell'accentuazione del malessere e della insicurezza perché
cessato l'effetto dei vari stimolanti si ricrea più
intensamente il bisogno.
Si crea una sorta di crisi di astinenza, di artificioso vuoto
esistenziale che portano spesso i giovani alla dipendenza
o alla rivolta drammatica.
Educare alla salute
Nell'enciclopedia Einaudi la salute è stata definita
«come uno stato ottimale corrispondente a funzioni filogeneticamente
stabilite che nell'uomo comprendono anche funzioni logiche
affettive, relazionali e implicano sistemi interpersonali
e strutture sociali [...] Quindi il problema della salute
è assai più ampio del suo puro ambito medico
[...] la prevenzione in tutti i suoi aspetti coinvolge tutta
la popolazione, la sua educazione di base, le strutture normali
in cui essa si configura e strutture parallele più
specificatamente sanitarie» (3).
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