 |
Svogliati? Ecco l'antidoto
Marco Vinicio Masoni
"Studiare bene senza averne
voglia"
Come superare l'alibi della mancanza di volontà
Erickson
Prezzo: L. 29000 - € 14,98
di Emanuele Passanante
Ci sono libri dal titolo accattivante, che suscitano curiosità
ma che non mantengono le promesse. Non è il caso del
volume di Marco Vinicio Masoni, psicologo, psicoterapeuta
che fin dal titolo. "Studiare bene senza averne voglia"
stimola l'interesse e descrive in modo semplice una metodologia
d'aiuto agli studenti, frutto dell'esperienza pluriennale
nella scuola e in altri ambienti educativi come le carceri
minorili.
Già prima di leggerlo, ho avuto occasione di consigliarlo
agli insegnanti di un Istituto tecnico di Torino per la loro
biblioteca, ma sono convinto che molti studenti dovrebbero
"navigare in questo libro alla ricerca di se stessi",
come su PsicologiaSalute.it.
L'autore, esperto formatore, descrive la sua metodologia
che ha permesso a molti studenti di migliorare la consapevolezza
dell'autoefficacia e l'atteggiamento verso lo studio.
Il sottotitolo "come superare l'alibi della mancanza
di volontà" delinea l'ambizione di demitizzare
convinzioni radicate nel mondo della scuola e nelle famiglie
e fa riflettere sul detto alfieriano "volli, sempre
volli
". Un segno dei tempi che cambiano o semplicemente
metodologie e presupposti scientifici diversi? Nel 2000 infatti
aveva avuto larga diffusione il volume di Gaspare Barbiellini
Amidei "La voglia di studiare".
Sarà un caso ma nel 2001 Marco Vinicio Masoni sembra
rispondere alle tesi precedenti, rovesciando fin dal titolo
l'ottica del rapporto apprendimento-studio. Mentre
le pubblicazioni precedenti si preoccupavano di fornire agli
studenti gli strumenti per gestire meglio l'apprendimento,
per imparare a imparare, per aiutare a superare l'ansia da
esame, "Studiare bene senza averne voglia" punta
di più alla valorizzazione personale, alla scoperta
dell'autostima.
L'autore descrive i vari incontri, che diventano formativi,
educativi dalla parola latina "ex-ducere=trar fuori";
domande e risposte rilanciate con qualche ritocco permettono
agli studenti di prendere consapevolezza delle proprie potenzialità
e orientano al cambiamento. "Voler studiare e
non averne voglia è più faticoso, è più
stancante che riuscire semplicemente a studiare". A sostegno
di questa affermazione l'esperto negli incontri con gli studenti,
disegna un'auto con due amici a bordo, l'auto si guasta e
deve essere spinta fino all'officina, a pochi metri. Paradossalmente
i due occupanti si mettono a spingerla, uno davanti e l'altro
dietro. Che succede alla macchina? Immaginate di essere come
questo personaggio, che al suo interno, tra le tantissime
altre cose, ha una parte che spinge a fare mentre l'altra
parte frena. In ciascuno di noi ci sono tante personalità,
a volte in conflitto tra loro: è necessario
allora inventare le strategie più adeguate per ritrovare
l'armonia tra le parti (Es, Io, Super-io
di Freud?).
Il libro è strutturato in tre parti, più
un appendice con un questionario provocatorio "le ragioni
per andar male a scuola". Nella prima "Cambiamenti
faccia a faccia", l'autore descrive le strategie
utilizzate nei colloqui individuali con gli studenti allo
sportello psicologico, con alcune tecniche per favorire il
cambiamento: 1)creazione di un modello, 2) ridefinizione linguistica
3) prescrizione del sintomo 4)divisione in parti 5) compito
pesante 6) fa' quello che ti senti di fare.
Al di là delle tecniche c'è però la creatività
dello psicologo nel far emergere la centralità della
responsabilità personale di ogni soggetto attraverso
il gioco delle domande e risposte. Nella seconda parte
la presentazione del corso, strutturato in tre incontri di
due ore con gruppi di otto studenti: un percorso formativo
che aiuta gradualmente i partecipanti a sentirsi protagonisti,
a prendere coscienza delle proprie potenzialità, rielaborando
convinzioni e atteggiamenti sotto la guida dello psicologo
esperto.
Anche se l'autore non ne parla, la metodologia d'aiuto
mette in discussione l'atteggiamento degli studenti verso
le interrogazioni e gli esami, ma soprattutto verso se stessi.
"Non mi sento preparato, oggi sicuramente andrà
male", una profezia che spesso si avvera trasformando
i timori in certezze, un atteggiamento fatalistico che non
favorisce il cambiamento.
La terza parte: "Chiarimenti, domande e risposte"
è il risultato di una inchiesta, condotta da un giornalista
con un gruppo di studenti, insegnanti e genitori attraverso
le domande suscitate dopo la lettura del libro e le relative
risposte dell'autore. Curiosità e dubbi sull'efficacia
di questa nuova metodologia sono attentamente vagliate e chiarite
dall'autore. Infine una chiave di lettura ci porta
a considerare che una tale esperienza formativa può
aiutare lo studente in difficoltà a modificare il proprio
stile di apprendimento e di vita, soprattutto se chi lo aiuta,
ha alle spalle solide basi scientifiche. I riferimenti del
libro a Jerome Bruner, Milton Erickson, Lev Vygotskij, George
Kelly, Paul Watzlawick lo dimostrano.
|