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In
primo piano, sul palcoscenico, le paure
Lo psicologo Giorgio Nardone spiega
in un incontro in teatro come superare le fobie con la terapia
strategica
"Oltre i limiti della paura"
Bur Rizzoli 2000
Prezzo: L. 18000 - € 9,30
di Emanuele Passanante
Dalle paure si può guarire: più che un augurio
è la certezza supportata dai dati statistici, che lo
psicoterapeuta Giorgio Nardone ha cercato di trasmettere
agli spettatori che affollavano il teatro Colosseo, nella
conferenza per i Giovediscienza. L'argomento, spettacolarizzato
con proiezione di filmati, era "Oltre i limiti della
paura" stesso titolo del volume edito da BUR Rizzoli
2000.
Non è facile rassicurare le persone affette da paure,
fobie, attacchi di panico, preoccupate da esperienze negative,
da lunghe cure e dall'incertezza dei risultati terapeutici.
Ma la possibilità di guarire e superare i limiti entro
i quali la paura blocca, è diventata realtà
nel 95% dei casi seguiti dal 1996 dal Centro
di terapia strategica di Siena, casi risolti in pochi
mesi. La ricerca scientifica di tipo empirico sperimentale
dimostra che è possibile guarire sia da singole paure
che da fobie generalizzate.
Al teatro Colosseo di Torino, i Giovediscienza, ormai un appuntamento
importante da 16 anni: sono presentati da Piero Bianucci,
direttore di Tuttoscienze, inserto de "La
Stampa"; vi si sono alternati conferenzieri e scienziati
di fama internazionale, come il premio nobel per la medicina
Renato Dulbecco.
Giovedì 10 gennaio 2002 il protagonista è stato
Giorgio Nardone, psicologo, psicoterapeuta, direttore del
Centro e della scuola di specializzazione in psicoterapia
strategica di Siena, unico rappresentante ufficiale in Italia
del Mental research institute di Palo Alto, docente
universitario, scrittore di numerose opere tradotte in molte
lingue.
La notevole affluenza di pubblico, a teatro completo in ogni
ordine di posti, dimostra il crescente interesse per la
psicologia, scienza del benessere e alle soglie del terzo
millennio si affaccia un uomo sempre più fragile, che
ricerca i perché di certi comportamenti che rendono
la vita meno vivibile. Per questo si moltiplicano le dipendenze
anche dall'ansia e dalle paure.
Afferma Giorgio Nardone, che la timidezza, la paura di
arrossire è al primo posto in una recente graduatoria
tra le patologie più diffuse, quasi fosse una colpa
grave. A conferma di ciò, le numerose lettere pervenute
a Psicologiasalute.it, che chiedono una psicoterapia
online per la timidezza, superano le altre paure, le fobie
e gli attacchi di panico.
Ma che cos'è la paura? È un meccanismo
di controllo, complesso fenomeno psicologico, biologico e
sociale, che dovrebbe difenderci dai pericoli. Quando sfugge
ad ogni controllo diventa patologica. È anche
vero però, dice ancora Giorgio Nardone, che «la
paura come patologia è un mostro da noi inventato,
dal quale siamo poi spaventati e perseguitati, pertanto come
non esistono limiti alla nostra fantasia, non esistono limiti
alla nostra capacità di inventarci paure, tuttavia,
proprio in quanto costruzione, la paura patologica può
essere da noi destrutturata e superata. In forma metaforica,
se nella mia mente io evoco un fantasma e poi scappo, questo
mi perseguiterà spaventandomi a morte: ma se dopo averlo
evocato, non fuggo e lo tocco, questo svanirà».
Questa è la prima strategia consigliata, la destrutturazione.
La seconda è quella di allenarsi a immaginare le peggiori
fantasie ingigantendo la paura di cui si soffre: abituandosi
a vivere in immaginazione le sensazioni di paura, può
succedere che dal vivo, con altri accorgimenti e strategie
terapeutiche, la paura sparisca. Lo dimostra il filmato
di una singolare esperienza di terapia strategica breve,
anzi brevissima, dove lo psicoterapeuta guarisce letteralmente
la presentatrice di una trasmissione televisiva, che soffriva
da dieci anni di acrofobia (paura dell'altezza).
Le riprese in diretta dalla terrazza di uno dei più
alti grattacieli di New York, la Carnargie tower
mettevano in difficoltà la presentatrice. Giorgio Nardone
si era offerto di fare superare in diretta la decennale
fobia: in pochi minuti l'improvvisata paziente esce guarita
dalla improvvisata terapia e può guardare ammirata
e stupita il panorama mozzafiato di New York vista da 300
metri di altezza. L'intervento naturalmente era frutto
e punto focale di una lunga esperienza professionale e scientifica.
Interessante anche la parte finale della conferenza nella
quale il pubblico ha potuto porre domande, parlare delle proprie
fobie e avere immediate risposte e consigli. A una impiegata
che lamentava l'aggressività di un collega che
le faceva paura, il professor Nardone consiglia di avvicinarsi
al collega dopo la sfuriata e complimentarsi con lui
per la performance, aggiungendo anzi che le sarebbe
piaciuto vedere un crescendo di violenza la volta successiva.
Garantito il risultato desiderato.
Alla domanda di un altro spettatore: cosa c'è oltre
il limite della paura? Nardone risponde che per esorcizzare
la paura gli specialisti degli sport estremi la guardano
in faccia e cita l'esempio di un moderno pilota di alianti,
entrato nel Guinnes dei primati, che sfruttando le correnti
d'aria riesce a salire fino a diecimila metri senza respiratore
e a percorrere distanze impensabili fino a qualche
anno fa.
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