 |
Il bambino timido
di Zimbardo e Radl, utile a docenti
e genitori e psicologi
"Il bambino timido" Erickson 2001
Prezzo: L. 28000 - € 14,50
di Emanuele Passanante
La recente ristampa del volume "Il bambino timido"
di Plilip G. Zimbardo e Shirley L. Radl, Edizioni Centro
studi Erickson di Trento, viene incontro alle esigenze
di approfondire la conoscenza del problema sia da parte dei
genitori di bambini timidi, che di altri. Anche gli insegnanti
e perchè no gli psicologi che si occupano di bambini
e di terapia dell'ansia possono trovare in questo libro le
strategie per comprendere i timidi e aiutarli a superare le
difficoltà.
Viene descritto infatti un programma per prevenire e curare
la timidezza, promuovendo la sicurezza di sé, insegnando
le abilità per gestire le emozioni e le situazioni
sociali e migliorando l'autostima. Il timido si sente giudicato,
guardato e si chiede continuamente "cosa penseranno
di me?".
Il libro cerca di dare risposta a molteplici domande:
che cos'è la timidezza, quali conseguenze ha
nella vita dei bambini e poi delle persone adulte, si nasce
o si diventa timidi, si può guarire,
si può prevenire, qual è il ruolo degli
educatori? È un mistero la timidezza, dicono gli autori,
che così la definiscono "un atteggiamento mentale
che predispone le persone a essere estremamente preoccupate
della valutazione sociale che gli altri danno di loro.
Per quanto riguarda PsicologiaSalute.it
in proporzione, tra le moltissime richieste di psicoterapia
online a noi pervenute, questo problema prevale, anzi direi
che è al primo posto in una possibile graduatoria.
In alcuni casi recenti è bastato un programma preciso
per modificare i pensieri che innescavano i comportamenti
di evitamento e fuga.
Per esempio, un timido che arrossiva come un peperone
sempre e dovunque, soprattutto con le ragazze, è stato
aiutato dalla nostra consulenza e con le strategie adeguate
a superare i primi ostacoli. Ma ogni caso è diverso,
come diversa è la personalità di ciascuno di
noi. Molteplici sono i fattori che producono e a volte acuiscono
il problema: un ruolo importante lo hanno il carattere, il
temperamento e l'ereditarietà, poi incidono
sicuramente l'ambiente educativo, familiare e scolastico,
le esperienze e le relazioni sociali.
È stata condotta una ricerca scientifica sulle "frasi
killer", pronunciate "a fin di bene"
da genitori, insegnanti e amici per evidenziare gli errori,
un tipo di comunicazione, che blocca i timidi e crea ansia
continua (puntare sull'errore infatti non è educativo).
Essere, sentirsi, definirsi un carattere timido, introverso
limita la libertà di movimenti e soprattutto quella
di relazione; è importante allora una psicoterapia
personalizzata che aiuti a riscoprire come si può "star
bene" con se stessi e con gli altri. Gli autori dicono
ai genitori "insegnate a vostro figlio a essere socievole",
ma tutte le persone con le quali interagiamo orientano positivamente
o negativamente i comportamenti e lo stile di vita.
|