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LETTERE

Come vincere la timidezza
I ragazzi scrivono via e-mail allo psicologo, dopo gli incontri nelle scuole, nell'ambito del progetto di ricerca sanitaria finalizzata alla prevenzione delle patologie collegate agli stili di vita
di Emanuele Passanante

Vengono così a galla i problemi dell'adolescenza, la timidezza, i rapporti con i coetanei e con i docenti, la paura di sbagliare... Pubblichiamo in forma anonima la lettera di un quattordicenne, così come ci è arrivata.

«ciao... come va??? carino il sito che hai fatto!! allora... ti scrivo... perchè ho un problema... non riesco a combattere la timidezza!! come faccio?? io non c'è la faccio più a non poter parlare con professori, ragazze, persone che non conosco senza diventare rosso, o dire frasi insensate, o a impappinarmi!! pensa che non riesco neanche a fare delle partite a calcio, perchè ho paura di sbagliare, e ho paura che le persone mi guardino!! non dirlo nelle classi però!!! rispondimi ciaooooooooooooooooo!!»

Carissimo,
g
razie anzitutto per aver visitato il sito e per i complimenti, hai impiegato bene il tuo tempo. Veniamo al problema della timidezza molto diffuso tra i giovani e anche tra i meno giovani. Che cos'è la timidezza? È un'emozione che nasce con noi e fa parte di noi, del nostro carattere, è genetica, ereditaria, ma dipende anche dal tipo di educazione, familiare, scolastica e ambientale - sociale.

Anche la moda contribuisce a farci sentire inadeguati. Quasi tutti i bambini piccoli si nascondono alla vista di un estraneo, ma dopo qualche tempo, crescendo e soprattutto facendo esperienze positive (io sto bene con gli altri), perdono la loro paura. Tutto inizia dal modo in cui ci percepiamo, da cosa pensiamo di noi - si dice "attribution" - cioè dalle abilità e dalle capacità che attribuiamo a noi stessi. Quando diciamo: "non so niente, l'interrogazione andrà male", oppure: "è difficile parlare, il professore è severo, non risponderà alle mie domande", ci predisponiamo all'insuccesso (profezia che si avvera) e dopo non possiamo smentirci, faremmo una brutta figura con noi stessi.

Strano, ma quando pensiamo che sarà difficile parlare con una ragazza, succede proprio così, le nostre paure si avverano. I pensieri negativi a livello fisiologico innestano un meccanismo di difesa per cui il cuore batte più forte, il respiro diventa più affannoso, così il sangue arriva più velocemente al viso facendoci arrossire. Il tuo problema quindi è la conseguenza di due atteggiamenti:
- sei troppo severo con te stesso, pretendi quasi la perfezione e siccome pensi di non poterci arrivare, parti col piede sbagliato e non riesci a dire o a fare quello che pensi;
- pensi che gli altri pretendano da te il massimo e quindi hai sempre paura di sbagliare. Prova a scrivere tutti i pensieri che ti vengono in mente prima di affrontare una difficoltà (il professore,la ragazza, un estraneo, la partita) e se ti accorgi che sono tutti negativi allenati a cambiarli in positivo.

"Anche se sbaglio, il professore capirà e mi aiuterà, cosa mi potrà succedere se la ragazza non accetta il mio invito a fare i compiti o una passeggiata insieme, ci sarà una prossima volta". In quanto alla partita, per una volta ragiona con i piedi e magari andrà meglio. È tutta questione di allenamento, si vede che finora ti sei allenato, senza volerlo, al negativo. Prova a trasformare i pensieri negativi in positivi. E poi non si dice sempre che sbagliando s'impara? Quindi niente paura! Fammi sapere gli sviluppi, ciao


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