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Dalla
dipendenza all'autonomia
Una lettera inviata alla rubrica
tenuta da Emanuele Passanante su Localport,
il portale del Canavese, e la risposta dello psicologo
di Emanuele
Passanante (*)
Il fumo fa male anche
in piccole dosi?
La lettera di un giovane navigatore, inviata a Localport,
fa riflettere sull’autonomia o sulla dipendenza dal
fumo, sulla fragilità umana, sul bisogno di aiuto e
di continui supporti, sulle giuste informazioni e sui chiarimenti
necessari per ogni scelta responsabile, per ogni decisione
per la salute.
"BUONGIORNO, SONO UN RAGAZZO DI 16 ANNI, PRATICO MOLTO
SPORT E VADO BENE A SCUOLA. IL MIO STUPIDISSIMO VIZIO E' DI
FUMARE QUALCHE (2-3) SIGARETTA AL GIORNO, MANTENGO LO STESSO
NUMERO DI SIGARETTE GIORNALIERE DA QUANDO HO INIZIATO. QUESTO
POCHE SIGARETTE MI POSSONO FARE DEL MALE?"
La risposta dello psicologo
Carissimo sedicenne,
anzitutto complimenti per la riflessione, per il dubbio insinuatosi
nella tua mente, dopo aver fatto una scelta, quella di iniziare
a fumare, accettata di solito acriticamente, perché
lo fanno tutti, per sentirsi grandi, perché fa star
bene con gli amici. Mi sembra un'ottima domanda: è
la quantità o la qualità a incidere sulla salute?
Quando comincia la dipendenza e quando è necessario
riacquistare la propria autonomia e sentirsi liberi da ogni
condizionamento?
Certamente due, tre sigarette sono una quantità modica,
ma possono essere la premessa per generalizzare abitudini
e comportamenti, con gli amici, quando si studia, dopo il
pranzo e il caffè e perché no, dopo l'amore.
Sono questi rituali che fanno aumentare il desiderio di riprovare
piacere, perché bisogna chiarire che nel cervello,
i centri del piacere sono sollecitati dalle sostanze (migliaia)
contenute nel fumo (di tabacco e altro). Facilmente si crea
la dipendenza psicologica, il rituale ripetuto tante volte
rende sicuri e disinvolti, fisiologica, biochimica e sociale,
fa star in compagnia, la sigaretta si offre e viene offerta,
per cui l’autonomia decisionale è in pericolo
e il bisogno di fumare è in primo piano.
In genere l’uomo si sente onnipotente, anche nel rapporto
con le altre dipendenze, sostanze stupefacenti e dintorni,
pensa di poter smettere quando vuole, ma purtroppo la realtà
dimostra il contrario. Proviamo ad analizzare la tua frase
"mantengo lo stesso numero di sigarette giornaliere da
quando ho iniziato". Volontariamente hai programmato
un tuo stile di vita, allora fai un test: metti alla prova
l’autonomia decidendo di cambiare abitudini, tempi e
modi di rapportarti con la sigaretta, se riesci a farne a
meno o creare momenti e attività sempre diverse, vorrà
dire che sei tu a "condurre il gioco", altrimenti
ha vinto il fumo. E se come nell’apologo di Menenio
Agrippa, i polmoni affumicati, decidessero di scioperare?
A volte il fumatore è convinto che la sigaretta rilassi,
distenda: proviamo a smontare questo luogo comune, questa
leggenda metropolitana, perché nella realtà,
a livello biochimico succede tutto il contrario: la nicotina
nel sangue favorisce i processi adrenalinergici e l’adrenalina
è un eccitante che il nostro corpo - meraviglioso laboratorio
- produce, quando siamo arrabbiati, o caricati e molto felici
per la gioia di vivere. L’illusione di rilassarsi è
data dal rituale, dai comportamenti ripetuti migliaia di volte,
dai gesti automatici e meccanici, che danno sicurezza. Proprio
quest’anno, molti studenti delle scuole torinesi hanno
protestato contro il divieto di fumare nelle scuole, sostenendo
il diritto a rilassarsi con una sigaretta, dopo una faticosa
mattinata di lezione.
La cultura, con l’introduzione dell’educazione
alla salute nelle scuole, potrebbe contribuire a demitizzare
il fumo, ma il pericolo è anche nelle droghe, se un
famoso sportivo definisce il doping "la cultura del migliorarsi"
e un docente "pro-fumo" ha sostenuto: "non
si può ignorare che sotto l’effetto di certe
sostanze sono stati prodotti capolavori nell’arte e
nella letteratura". Ecco ancora una leggenda metropolitana
diffusa ad arte tra i giovani, anche se non ci sono pubblicazioni
scientifiche a sostegno, a chi giova?
Ci sono comunque tanti modi per smettere:
1) da soli, modificando comportamenti e stile di vita: decido
io e smetto subito, sono più forte, riduco drasticamente
e "conduco il gioco", fumo al massimo tre sigarette
al giorno
2) con l’aiuto di un esperto: psicoterapie, agopuntura,
farmacoterapia, cerotti, gomme da masticare e caramelle alla
nicotina, pillole, fiori di Bach.
Grazie per averci scritto e continua a seguirci.
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