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Rosso
come un peperone
La storia di Tomas: come vincere
la timidezza via e-mail
di Emanuele Passanante
Tomas ci invia una prima e-mail in cui analizza il suo problema:
« Buongiorno/sera (nella
rete questo è relativo).
Innanzitutto i miei complimenti per il sito; senza dilungarmi
troppo in convenevoli verrò al dunque.
Mi chiamo Tomas, sono un ragazzo che da quando è nato
si trascina il make-up istantaneo modello pomodoro
lucido, a detta di altri, la timidezza... Il timido
è quello che apre bocca e diventa rosso? E se continua
a parlare nell'attesa che il rossore passi? È ancora
timido o è un temerario? ecco, quello sono io! :)
La mia intenzione è di esporre il mio problema
nello specifico in quanto facente parte di tutte quelle sfumature
che compongono la timidezza più oscura.
Mi capita con ragazzi e ragazze, giovani o grandi che siano,
ma devo precisare che questo NON mi impedisce di farmi avanti
e dire la mia, è il mio modo di "combattere"
la timidezza; sono ben conscio che, quando ad esempio per
strada incrocio una persona e le rivolgo la parola, il mio
volto cambia drammaticamente, le guance si colorano di rosso
e spesso mi si forma una patina lucida di sudore su tutta
la faccia, no, non è piacevole.
Ma ho fatto mente locale e mi son detto: "ora Tomas,
o stai zitto per sempre o apri bocca ben sapendo che diventerai
un pomodoro lucido". Una volta aperta bocca, la cosa
che mi scoccia di più è che la persona che ho
di fronte pensi: "è timido". Questo mi fa
arrossire ancora di più: “io non sono timido...
io non ho problemi a parlare con altri, non ho carenza di
argomentazioni, che mi porta al cosiddetto "silenzio
che mette a disagio", non ho problemi a confrontarmi
e/o dibattere”. Il mio problema è che quando
spensieratamente apro bocca con una persona, il mio cervello
suggerisce alla faccia di arrossire (dico così per
farla breve), ecco è questo che io devo combattere...
Sono una persona dotata, nel suo piccolo, di un discreto autocontrollo,
sangue freddo in quasi tutte le circostanze, faccio dei monologhi
nel cervello (stile Homer Simpson) per cercare di capire cosa
stia accadendo... ma tutto questo non mi porta a nulla. Oserei
dire che la mia vita sarebbe perfetta, senza questo maledetto
"problema".
Leggendo la risposta alla lettera
di quel ragazzo mi son cercato nelle constatazioni di
Emanuele Passanante:
- sei troppo severo con te stesso? nient'affatto.
non mi faccio mancare niente e solo la logica razionale mi
frena.
- pensi che gli altri pretendano da te il massimo?
Beh, questo potrebbe valere nella scuola o nel lavoro... tuttavia
sono diplomato e non è la scuola, mentre al lavoro
questo problema non mi si propone (benchè io sia circondato
da colleghi maschi e segretarie carine), ma posso dire con
certezza assoluta che il resto del mondo mi accetta per quello
che sono...
Purtroppo ritengo di non far parte di nessuna delle due tipologie,
quindi per farla breve...che posso fare? o che devo non fare?
RingraziandoVi anticipatamente per una eventuale risposta,
porgo saluti distinti a Emanuele Passanante e a tutta la redazione
di PsicologiaSalute.it. Tomas».
La risposta dello psicologo
Caro Tomas,
la tua lettera mi è piaciuta molto e rispondo volentieri
proponendoti un percorso formativo terapeutico che ti aiuterà
a utilizzare le strategie giuste per risolvere il problema.
Quando incontri una persona e ti mandi quel messaggio "penserà
che sono timido", il cervello riceve le informazioni
e scatta l'allarme, cioè si mettono in moto i meccanismi
di difesa che ti dovrebbero consentire di affrontare meglio
il problema.
Infatti che succede quando si arrossisce? Affluisce più
sangue al viso, quindi più calore che produce necessariamente
sudore per fare abbassare la temperatura. Non serve a niente
dirsi e ripetersi "non sono timido" perché
non puoi crederci e quindi stavolta il meccanismo di auto-inganno
non funziona.
Sono altre le strategie:
1) accettare di arrossire, (che significa vergognarsi al pensiero
che l'altro ci sta scrutando, giudicando), così il
problema non mette più in allarme e a livello biochimico
non si producono le difese
2) guidare i pensieri al positivo "stavolta sarà
un piacere incontrare quella persona, oggi mi sento veramente
in forma, ho imparato a rilassarmi"(hai già provato,
come consiglio io?)
3) acquisire abilità di autocontrollo e autofiducia
4) registrare e trascrivere tutti i pensieri che affluiscono
alla mente in situazioni che ritieni poco favorevoli.
Possiamo arguire quindi che cambiando software mentale,
cioè il tuo sistema di elaborazione dei dati o ancora
meglio partendo dalle informazioni, possiamo modificare pensieri
e comportamenti. Ti chiedo quindi fare un
progetto personale di promozione della salute, segnando puntualmente
i passi seguiti e i risultati, perché dobbiamo sperimentare
un metodo efficace, da validare e rendere
utile per tutti. Ci sentiremo ogni settimana e mi aggiornerai
sui cambiamenti e i progressi. Cordialmente, grazie per la
collaborazione
Emanuele Passanante
La prima replica di Tomas
«Egregio Dr. Emanuele Passanante,
le scrivo per comunicarle alcuni "primi passi" che
ho intrapreso, dunque cominciamo per ordine
Innanzitutto, ho voluto essere certo delle circostanze che
mi intimidivano, e per verificare questo, ho fatto un giro
nel paese in cui vivo, entrando in negozi a caso, in cui non
ero mai entrato (vedi negozio alla moda con commesse carine,
vetraio, calzolaio, etc) chiedendo informazioni casuali e
cercando di portare il discorso su alcuni punti "caldi".
Ho appurato che ho maggiori difficoltà ad esprimermi
con le ragazze (ma va?)... e quando? quando faccio il simpatico,
carino e disponibile, tuttavia, è andata diversamente
da quando credevo: non sono per niente arrossito, magari l'auto-convincimento
del "posso farcela" ha portato i suoi primi frutti.
Ho fatto esattamente come lei mi ha suggerito, ho evitato
di pensarci, anzi, in uno dei miei monologhi mi son detto:
"ora arrossirai, ma niente paura! questo fa parte dell'esperimento
che stai conducendo".
Per concludere, oserei dire di aver ottenuto i miei primi
successi, anche se non mi definisco completamente "guarito".
Comunque sia, la mia indagine prosegue... la terrò
informato.
Ringrazio ancora. Tomas»
La risposta dello psicologo
Caro Tomas
fa sempre piacere avere buone notizie, sono contento di aver
contribuito ai tuoi primi successi, che generalizzandosi ti
aiuteranno ad acquisire più fiducia nelle tue abilità
relazionali.
Pubblicheremo la tua lettera, per stimolare altri a reagire
positivamente, senza riferimenti personali
Cordialmente Emanuele Passanante
Bilancio
Questa consulenza online, che ha aiutato Tomas a superare
le sue difficoltà, dimostra che internet è
uno strumento versatile, che può contribuire
a promuovere anche la salute individuale e sociale. La timidezza
si manifesta con una vasta gamma di comportamenti: arrossire,
abbassare lo sguardo, parlare con difficoltà, temere
ed evitare le situazioni sociali, fino alla limitazione della
libertà relazionale e affettiva. La sperimentazione,
come in questo caso, può orientare i soggetti a modificare
i comportamenti, dall’introversione all’estroversione,
rendendo così la vita più vivibile.
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