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Il gusto è
pro-fumo (o contro?)
I cinque sensi stuzzicati al
massimo al Salone del
Gusto di Torino 2002
Tutto il bene possibile di questo Salone (internazionale
con la prossima edizione) del Gusto di Torino: una meravigliosa
panoramica che ha stuzzicato i cinque sensi. Una fiera dei
sapori dove si poteva conoscere e assaggiare i nove formaggi
svizzeri e andare a bere un flut di Berlucchi generosamente
offerto ai visitatori.
Con soli 2 euro si poteva assaggiare un risotto al parmigiano
versato nella sua preziosa forma originale, gustare da ospiti
i prodotti della regione Sicilia con vini eccezionali (dal
Rapitalà, all'Alcamo, al famosissimo Corvo di Salaparuta,
agli eccezionali prodotti della Settesoli).
Si dimostrava che il pane di Altamura era ancora buono dopo
cinque giorni, ma in un "laboratorio del gusto"
non era preferibile quello fresco? Si poteva gustare allo
stand dell'azienda agricola Latomie di Campobello di Mazara
un gelato ai gelsi rossi o al mandarino, o assaggiare il pane
nero di Castelvetrano con l'olio delle olive nocellare del
Belice Dop (Denominazione di origine protetta).
Ho seguito con gusto tutte le quattro giornate. Ottima organizzazione,
con grande partecipazione di pubblico, più di 200mila
buongustai. Il sapore è stato esaltato nei laboratori
regionali e nei vari "teatri" in cui si esibivano
cuochi internazionali. Unico neo, ancora una volta, la mala-educazione
dei fumatori.
C'è stato un crescendo di fumatori. Malgrado i cartelli
di divieto con multe
da 25 € in su, ho dovuto coinvolgere la direzione
del salone per avvertire i menefreghisti, incuranti della
propria e dellaltrui salute.
La nostra proposta di giugno (direttamente agli organizzatori
Slow Food e alla Regione Piemonte), di promuovere una manifestazione
smoke-free, con l'immagine di un Fumo che si scontra col Gusto,
non è stata presa in considerazione, forse per l'impegno
che gli organizzatori avevano preso col sigaro toscano.
Lo stand dell'Eti (l'Ente tabacchi italiani) comunque discreto
ed elegante, presentava il meglio della produzione italiana
e - bisogna sottolinearlo - non dava alcun fastidio al confronto
dei fumatori di sigarette. Una gentile hostess mi ha regalato
led. Giunti 2001 del Toscano, la Guida completa
al sigaro Italiano.
E dire che il presidente della Regione Piemonte Enzo Ghigo
ed il Presidente di Slow Food Carlo Petrini, nella conferenza
stampa avevano sottolineato l'importanza delle finalità
educative dellavvenimento Salone del gusto. Come ha
detto un grande chef spagnolo nello spazio teatro del Gusto,
"Il cibo esalta tutti e cinque i sensi". Chissà
che ne pensa l'odorato? sarà pro-fumo?
Emanuele
Passanante
Alleghiamo per dovere
di cronaca la mail inviata il 14 maggio 2002. A questa proposta
di collaborazione non è stata data alcuna risposta.
Gent.mo Presidente Carlo Petrini,
ci congratuliamo con lei per le numerose iniziative di sensibilizzazione
per la salute in relazione al cibo e allo stile di vita. È
nostra ambizione coinvolgere il Salone del Gusto in un progetto
di promozione della salute. La Sitab, società scientifica
per lo studio del tabacco e dei problemi fumo correlati, in
sintonia con la Regione Piemonte, sta promuovendo la cultura
della salute, legandola a tutte le manifestazioni.
Anche il concorso di Miss Universo, grazie a Clarissa Burt,
nostra testimonial, è diventato "smoke free"
(bellezza e fumo non vanno d'accordo). Il fumo è sicuramente
fuorviante pure per il gusto. Come possono i fumatori conciliare
il gusto per il cibo, prima e dopo la sigaretta? Sicuramente
è una questione culturale, e contro alla "salute
in fumo", c'è solo la cultura della salute nelle
varie fasi di sensibilizzazione, educazione e formazione.
Si propone dunque, con le strategie che si riterranno più
opportune, il coinvolgimento di Slow Food affinchè
il Salone del Gusto possa orientare gli appassionati visitatori
alla cultura della salute.
In attesa di un gradito riscontro, ringrazio per l'attenzione.
Cordialmente,
Dott. Emanuele Passanante
psicologo, psicoterapeuta, ipnologo
PsicologiaSalute.it
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